


Dipartimento Nazionale Sicurezza Italia Garantista
Via, teatro n.18
Cap40062, Molinella Bologna
tel.338-7189866

Spett. Sindaco di Minerbio Bologna
Via Giuseppe Garibaldi , N°44
CAP 40061 Minerbio Bologna
Oggetto: Abbattimento delle barriere architettoniche nelle aree di maggior frequentazione e negli attraversamenti pedonali al fine di garantire passeggiate sicure e comode ai cittadini anziani o con difficoltà motorie
.
Caro Sindaco,
vorrei segnalarle l’ opportunità di intervenire per recuperare il dialogo con i cittadini colpiti dai non servizi dati .Come Presidente Nazionale del Dipartimento Sicurezza di Italia Garantista , con questa mia missiva mi faccio portavoce di persone disabili che non hanno possibilità di muoversi liberamente in zona terribile del paese.Tutte queste persone si sentono vittime di abbandono da parte della giunta e dal suo sindaco, che dovrebbe fare quello che nel suo programma ha redatto e che loro hanno votato.Questa vicenda ha stravolto la loro vita, il loro lavoro e
le abitudini, queste persone aspettavano con ansia di avere la possibilità di essere autonomi e uguali agli altri cittadini. Ma ancor più scoraggiante è dover ora constatare che la speranza di un Suo intervento urgente a sostegno di queste persone che già devono lottare contro la loro sofferenza, vedono la sua promessa enfatizzata anche sui giornali, sia stata disattesa mi chiedo e' tutto complice di un’ apparente normalità ? Il sottoscritto Domenico Marigliano come presidente nazionale del dipartimento sicurezza di ITALIA GARANTISTA chiedo a lei e alla sua giunta le parole dette,le promesse fatte in campagna elettorale, non è che si siano dissolte lentamente nell'aria e dimenticate? Le chiedo, sindaco, un segnale forte a questa nostra minoranza che con il presidio giornaliero sul territorio si è guadagnata il senso di appartenenza e di affezione al paese dove vivono e pagano le tasse. Mi meraviglio che gli assessori alle pari opportunità,al sociale,alla famiglia, su questa difficile situazione non facciano parola, considerandola una normale procedura. Noi del Movimento Italia Garantista siamo preoccupati perché le risposte alle domande legittime dei cittadini non sono mai state date. Mi meraviglio che un sindaco vicino al
sociale non dia un valido contributo per risolvere questa situazione? Ebbene la ferita indelebile su quel territorio rimarrà un nostro problema? Lei ci ha promesso a inizio del Suo mandato “Abbattimento delle barriere architettoniche nelle aree di maggior frequentazione e negli attraversamenti pedonali al fine di garantire passeggiate sicure e comode ai cittadini anziani o con difficoltà motorie ” e crediamo che manterrà la promessa per evitare che il paese finisca nelle mani di chi, aggirando tutte le regole, ferisca gravemente la collettività e queste persone. Aspettando una sua benevole risposta porgo i miei più cordiali saluti.
Bologna li 16-02-2012
Firma
Domenico Marigliano
Il Presidente Nazionale Del Dipartimento
Sicurezza Italia Garantista
Domenico Marigliano
lettera di risposta del sindaco di minerbio LORENZO MINGANTI

Benvenuti nel sito del dipartimento sicurezza del movimento italia garantista
"La rivoluzione umana in un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l'umanità". (Daisaku Ikeda)
Nascita-Motivazione
Il MOVIMENTO NAZIONALE ITALIA GARANTISTA E RIFORMISTA denominato “ITALIA GARANTISTA”, nasce a Roma come risposta alla dolorosa esperienza personale vissuta da un uomo, caduto vittima di una DRAMMATICA INGIUSTIZIA determinata dall’odio politico.
Il Dott. Pier Paolo ZACCAI, Consigliere Provinciale di Roma, Consulente del Lavoro, è co-fondatore del Movimento insieme al Dott. Domenico Stamato, avvocato penalista, al sig. Pierluigi Mortelliti, scultore ed al sig. Fabrizio Lavenia, elettricista.
Il 1° luglio 2010 P.P. ZACCAI, subisce una selvaggia e violenta aggressione fisica che lo riduce in fin di vita giungendo in ospedale "senza parametri vitali", subendo contemporaneamente accuse per un reato inesistente, proprio da coloro che hanno partecipato al pestaggio.
L'infamante accusa, utilizzata ad arte e divulgata rapidissimamente, attraverso un’operazione politico-mediatica, ha beneficiato della complicità di alcuni poteri appartenenti al sistema, avversi alle istituzioni democratiche, che si sono resi autori di una vera e propria operazione eversiva, violando i diritti fondamentali dell’uomo, il principio costituzionale del diritto di difesa e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
Pur subendo tale devastante vicenda, P.P. ZACCAI decide di reagire, e fornire il suo contributo per costruire una società diversa, equilibrata, pacifica, civile, liberale e democratica, costituendo un Movimento nazionale per esprimere una serie di proposte di riforma strutturale dello Stato, necessarie a fornire garanzie di diritti, con l’obiettivo di giungere ad una riforma radicale del sistema attuale, affinché si possano limitare simili ingiustizie in violazione e disprezzo dei diritti fondamentali dell’umanità e consentire ilmiglioramento della qualità della vita della comunità nazionale, il rispetto delle libertà, l’affermazione del principio di uguaglianza.
"Credo quia absurdum" - Credo proprio perché assurdo - Tertulliano e S. Agostino
“La storia non è altro che gossip” - Oscar Wilde
"La storia è un insieme di menzogne concordate" - Napoleone Buonaparte

Didascalia del simbolo

Il simbolo si contraddistingue dalla presenza della scritta "MOVIMENTO NAZIONALE" in posizione semicircolare superiore, iniziando da sinistra e terminando in posizione destra, formando un angolo piatto imperfetto (poco meno di 180° gradi). La scritta "ITALIA GARANTISTA" è ubicata nella parte superiore centrale interna dell'angolo giro. Entrambe le scritte assumono colore blu francese. Lo sfondo assume il colore grigio chiaro.
Il blu francese rievoca il periodo rivoluzionario francese portatore degli ideali illuministi, razionalisti, sostenitori delle idee di libertà, uguaglianza e fraternità, in opposizione all'ancien regime, autocratico, oppressivo, liberticida, per la nascita della società democratica, del pensiero libero e dei diritti fondamentali dell'uomo.
Nella parte inferiore dell'angolo giro un pugno chiuso stringe un fazzoletto tricolore che sventola.
Il pugno rappresenta la reazione e la rivendica dei diritti, nonchè simbolo di lotta per la emancipazione.
Il fazzoletto rappresenta l'idea popolare e risorgimentale, nel tricolore identifica gli individui con una comunità, svolgendo ruolo di unificazione.
Costituisce simbolo nella sua rappresentazione astratta di patria, diviene emblema nella sua rappresentazione di un'intera nazione.
La scritta "DIRITTI CIVILI" si riconduce idealmente al concetto garantista.
La scritta "RIFORME SOCIALI" si riconduce idealmente al concetto riformista.
I due concetti ispiratori del movimento, che ne costituiscono la matrice ideologica fondamentale.

Sistema e Orientamento
“ITALIA GARANTISTA” è un movimento nazionale di opinione, di pensiero culturale, riformista, di protesta e d'azione. Si rivolge indistintamente alla diversificata stratificazione sociale, a ciascuna identità, uomini e donne, giovani ed adulti, disoccupati, studenti, operai, impiegati, imprenditori, professionisti e pensionati, con l’obiettivo di formare una coscienza collettiva, fondata sui principi liberali e democratici.
Il Movimento intende fornire altresì, forme di assistenza professionale specializzata, prestando particolare attenzione alle categorie più disagiate, si basa idealmente sull’espressione dei concetti garantista-riformista.
Secondo i principi ispiratori del Movimento, le fondamenta di una vera democrazia, si poggiano su uno stabile equilibrio tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Ad oggi, il nostro Paese, può considerarsi una democrazia imperfetta ed incompiuta, a causa di un palese disequilibrio tra i poteri predetti.
L’interesse primario, quindi, è legato al riconoscimento dei diritti civili, delle libertà e della giustizia sociale per garantire una vita dignitosa dell'uomo, e superare l’attuale crisi delle ideologie ed il conseguente processo di regressione ed involuzione culturale che ha coinvolto la società moderna.
L’uomo affronta il quotidiano nell’ambito di una società ormai priva di ideali, nell’ignoranza delle proprie radici e nella permanente ricerca di un facile benessere economico. Per tale ragione il Movimento intende recuperare ed investire concretamente anche sul ruolo dei giovani e delle donne, componenti sociali prevalentemente escluse dalle possibilità decisionali, avviando un’incisiva azione di contrasto ai vandali della “tangentopoli, affittopoli, sprecopoli, calciopoli, parentopoli e svendopoli”, che hanno caratterizzato i costumi della politica contemporanea.
Il medesimo obiettivo, è perseguito contemporaneamente attraverso azioni con finalità mutualistiche, rivolte al soccorso ed al sostegno reciproco tra gli aderenti, con la meta di infondere nella collettività una coscienza basata sulla coesione e collaborazione, quali requisiti fondanti per una pacifica convivenza.
"Il mondo romano sta crollando" - Sofronio Eusepio Girolamo S.Girolamo 396 d.c.

Elementi Fondanti del Movimento

UOMO
L’elemento centrale è rappresentato dall’uomo (uomo e donna) che costituisce il fulcro del cambiamento, nel contempo punto di partenza e punto di arrivo dello stesso rinnovamento. Nel pieno rispetto delle differenze interindividuali, si considera il presupposto che ogni uomo in sé è uguale a qualsiasi altro uomo, simile a qualcun altro, identico a nessun altro.
Pertanto nell'idea riformista e garantista, è inteso quale soggetto principale, elemento cardine, imprescindibile e fondamentale del processo di ammodernamento sociale.
IDEOLOGIA
L’ideologia, costituisce quel sistema di idee necessario per sostenere l’azione del singolo e delle masse.
FAMIGLIA
La famiglia, quale nucleo fondamentale, fonte di socializzazione primaria del nascituro, deve affermarsi come garante di uno sviluppo sano a partire dalla primissima età evolutiva.
SOCIETA’
La società, quale entità definita, legata da vincoli di appartenenza di lingua, di usi, costumi, consuetudini, assoggettata ad una cultura e a più sub-culture.
NAZIONE-POPOLO
L’idea moderna di Nazione è nata con Rousseau e con la sua concezione dello Stato, quale espressione di un popolo e di una comunità di cittadini. La Nazione costituisce la comunità naturale unita da legami indissolubili di lingua cultura e sangue. Il popolo italiano è costituito, quindi, da tutti coloro che parlano l’italiano, nati da genitori italiani ma che, soprattutto, si riconoscono nelle tradizioni del proprio Paese. La cittadinanza può, tuttavia, essere acquisita e si puo' divenire cittadini italiani.
STATO
Lo Stato è un ordinamento giuridico politico, che per fini generali esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti ad esso appartenenti. Esso comanda anche mediante l'uso della forza armata, della quale detiene il monopolio legale.

Il concetto garantista
L’uomo nella società contemporanea, complessa, articolata, composita e burocratica, caratterizzata dall’individualismo, si trova frequentemente in difficoltà a causa della costante violazione dei propri diritti e, sempre più spesso, ne invoca la tutela ed il riconoscimento, chiedendo garanzie.
In risposta a questa esigenza si inserisce il concetto garantista, principio costituzionalmente riconosciuto, è quotidianamente disapplicato pur essendo necessario e fondamentale per sostenere le libertà fondamentali dell’individuo.
Con il termine garantismo si intende quindi quell’insieme di garanzie giuridico-politiche e costituzionali, poste a difesa dei singoli e dei gruppi sociali, contro i possibili arbitri dello Stato.
In una società civile e democratica, lo stesso si basa su valori di natura liberale e cristiana. Il Movimento riconosce per tale concetto un significato ampio, ponendolo come baluardo assoluto necessario alla salvaguardia di una vita sociale ed individuale dignitosa e cardine della vera democrazia e libertà.
A ciascuna persona che agisce all’interno di un contesto sociale organizzato e democratico, deve essere garantito sia il diritto alla difesa che la certezza di tale diritto. L’insieme di queste garanzie deve portare, come conseguenza immediata e naturale, all’affermazione del principio di certezza della pena, secondo il quale, chi commette un reato deve essere sottoposto a giusto processo e condannato ad una giusta pena, da scontare nella sua interezza, affinché si possa salvaguardare la parte “sana” della società dalle aggressioni di chi viola la legge (“Dura lex sed lex” – la legge è dura ma è legge).
In tal senso, il nostro concetto di garantismo è recepito attraverso una visione innovativa, riformista ed ambivalente. Il vero garantismo, in sostanza, è reinterpretato con carattere post moderno.
Lo stesso prevede la compresenza di punti di vista diversi ed antagonisti: la garanzia del diritto di difesa, ma anche la garanzia della certezza della pena, i quali, implicano la necessità di un serio programma di riabilitazione e di rieducazione del condannato, affinché possa essere successivamente reintegrato nella società senza nuocere di nuovo (si possono “frenare” i delitti con l’infallibilità della pena e non con la crudeltà della stessa).
Al pari, costituiscono diritti imprescindibili anche la garanzia di un’occupazione, la garanzia di acquistare una casa e realizzare una famiglia, la garanzia di un reddito minimo, la garanzia di una pensione dignitosa, la garanzia ad una sanità efficiente, la garanzia alla tutela delle libertà individuali ed il riconoscimento di ogni diritto civile e sociale. Alla richiesta di diritti si deve tuttavia associare con chiarezza la consapevolezza dei “doveri” a cui è soggetto ogni cittadino.
“Se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi intaccheranno i tuoi, nessuno si muoverà per te e ti ritroverai solo” -
Harvey Milk

Il concetto riformista
Comunemente con il termine riformismo si intende il metodo d'azione politica che, “ripudiando sia la rivoluzione, sia la mera conservazione dell'esistente, tende a modificare gradualmente l'ordinamento politico e sociale tramite riforme”.
Nel linguaggio corrente della politica si parla di riformismo socialista, riformismo cattolico-popolare e riformismo liberal-democratico. Il termine “riformismo” finisce quindi per includere l’orientamento di chiunque voglia riformare l’esistente, in qualunque senso e in qualunque direzione.
Nel nostro contesto, pur conservandone il significato originario, si vuole dare al tale termine un significato differente rispetto alla cultura e all’azione politica corrente. In Italia il concetto di riformismo è stato finora inteso in senso limitato, rivolto esclusivamente a quelle culture politiche che perseguono un’ “innovazione”, mirante a realizzare maggiore eguaglianza sociale anche attraverso la lotta alle discriminazioni e alle prevaricazioni.
Il movimento garantista-riformista crede, invece, che lo sviluppo debba avvenire attraverso l’introduzione di nuove ed alternative forme organizzative dello Stato.
Non è possibile incidere in modo risolutivo sulle problematiche del Paese attraverso prospettive di breve respiro, amministrando esclusivamente il quotidiano con la continua emanazione di interventi “tampone” generati dalla contingenza. E’ quanto mai indispensabile improntare un programma di riforme di medio-lungo termine, che investano temi fondamentali, come la giustizia e la fiscalità, sino a rinnovare la struttura stessa dello Stato.
“La vera misura di un uomo non si vede nei momenti di comodità e agio, ma nei momenti in cui affronta sfide e controversie”- Martin Luther King 1929-1968
“Memento Audere Semper” (Ricorda di osare sempre) - Gabriele D’Annunzio

Ambiti di discussione
Fondamentalmente il cittadino reclama diritti e chiede garanzie, ritenendo che questi siano costantemente negati e disattesi.
Per tale ragione il Paese necessita inderogabilmente di riforme strutturali al fine di consentire il progresso e la crescita economico-sociale, mediante il riconoscimento e la tutela di questi diritti.
Gli obiettivi si possono raggiungere con una grande mobilitazione di massa, di tipo social popolare, che può originarsi esclusivamente con la nascita di una coscienza comune orientata al cambiamento. A tal proposito è indispensabile assicurare alcuni principi fondamentali, avviare specifiche riforme da attuarsi a medio-lungo termine e garantire alcune forme di tutela considerate basilari.
1. Principio dell’applicazione effettiva della Costituzione ed introduzione di modifiche in grado di contestualizzare il testo normativo alla società contemporanea senza, tuttavia, intaccarne i principi fondamentali. In un’ottica funzionale e ad ampio raggio, è necessario ridisegnare un quadro istituzionale più snello e flessibile, attraverso una riforma che investa tutti i campi sociali, lavorativi ed associativi ed arrivi a prevedere una revisione dell’art. 46 che introduca la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese.
2. Principio dell’uguaglianza sociale perseguibile attraverso l’abbattimento dei privilegi concessi ad alcune categorie definite “CASTE” e la rottura dei vecchi sistemi settari. In tale contesto, si pone anche la riduzione dei privilegi concessi a coloro che espletano ed hanno espletato mandati politici. Attualmente numerose categorie sociali in Italia godono di eccessivi privilegi, generando una sostanziale disuguaglianza tra i cittadini.
Così come sono stati aboliti i titoli nobiliari, un vero sistema democratico deve abolire l’esistenza delle caste. Solo per fare un esempio, bisogna considerare che in Italia esistono circa 629.120 autoblù a fronte di 73.000 presenti negli USA, 65.000 in Francia, 54.000 in Germania, cifre che diminuiscono ulteriormente in tutti gli altri paesi europei. Già nell’anno 2005, in Italia si contavano 198.596 mezzi.
Importante porre attenzione anche alla risoluzione della questione del Trentino Alto Adige ove, una minoranza etnica e linguistica, prevarica i diritti nazionali della maggioranza costituita dagli italiani. L’azione deve orientarsi a garantire l'uguaglianza sociale tra le popolazioni residenti e un equilibrio che consenta la tutela delle minoranze linguistiche, in ossequio dell'art. 6 della Costituzione. Non è ammissibile che nel territorio nazionale italiano, una lingua straniera prevarichi la lingua della comunità nazionale italiana (vedi nella fattispecie la cartellonistica stradale). Storicamente, a conclusione del primo conflitto mondiale, il Trattato di Saint Germain del 1919 assegnò la regione (chiamata “Venezia Tridentina”) al Regno d’Italia. Tale annessione sancì l’accorpamento, oltre che del Trentino, anche della popolazione che abitava nella parte nord della provincia di Bolzano. Pertanto, nel pieno rispetto delle minoranze etniche ladine e tedesche, il territorio in questione è oramai parte integrante dei nostri confini nazionali.
L’ostruzionismo ancora oggi portato avanti dalle predette minoranze si manifesta in diverse forme e modalità, tra le quali il rifiuto del Presidente della Provincia di Bolzano, di aderire alle festività per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Tale rifiuto, che ha portato ad un intervento diretto del Capo dello Stato, è da considerarsi offensivo verso l’intera comunità italiana che egli stesso rappresenta nella sua veste istituzionale.
3. Principio dell’educazione civica per ricreare le fondamenta della società, in parte disgregata e viziata, favorendo l’insegnamento dei diritti e doveri dei cittadini. Un appropriato programma educativo del futuro cittadino deve realizzarsi già nel corso della prima età evolutiva, tramite le istituzioni scolastiche. Tale programma deve rivolgersi anche ai settori lavorativi pubblici e privati, quindi è quanto mai fondamentale investire ampiamente sulla cultura e sull’educazione. La cultura intesa in ogni suo campo di applicazione, basti pensare al primato italiano relativo al patrimonio artistico, ove la sola regione Veneto, ne possiede in misura superiore all’intera Francia.
4. Principio della meritocrazia e tecnocrazia nelle scelte legate all’assegnazione degli incarichi pubblici per uno Stato forte, produttivo ed equo, in grado di competere a livello internazionale senza utilizzare forme di sfruttamento dei lavoratori. L’Italia è un Paese di “maneggioni”, ciascuno deve arrangiarsi ed allora si ricorre alla raccomandazione, detta “aiutino”, “spintarella”, “appoggio”, “intercessione”, “segnalazione”, ma segnalando le persone sbagliate per il posto sbagliato, il sistema Paese sta scontando le sue pene.
5. Principio della solidarietà sociale, attraverso la devoluzione ai Comuni, con legge costituzionale, di fondi vincolati a tale scopo. E’ inoltre necessario incentivare e valorizzare il mondo dell‘Associazionismo, del volontariato e della Protezione Civile, per garantire sostegno materiale e morale verso i disagiati.
6. Riforma della Pubblica Amministrazione. Semplificazione delle procedure e dei procedimenti per una facile accessibilità collettiva, al fine di eliminare l’aspetto interpretativo soggettivo, primo elemento usato arbitrariamente e fonte di disparità di trattamento a cui è sistematicamente sottoposto l’individuo. Il moltiplicarsi di norme, leggi, regolamenti, procedimenti ed adempimenti, costituisce fonte di assenza di chiarezza e trasparenza. Tale riforma deve portare contestualmente alla costituzione di una categoria professionale riconosciuta, uniformemente e specificatamente formata, adibita alla redazione dei testi normativi.
7. Riforma della giustizia, perseguendo la strada volta alla separazione delle carriere dei magistrati e dell’introduzione della responsabilità civile dei giudici. L’amministrazione della giustizia, infatti, deve avere come scopo prioritario il perseguire e il preservare gli interessi della comunità e non di chi svolge la funzione giudicante. Il fine perseguito in questo ambito deve condurre, quindi, all’eliminazione del concetto di “intoccabilità” dei magistrati, affinché anche questi possano rispondere degli errori giudiziari compiuti, al pari di qualsiasi altro cittadino che opera per conto ed in nome della Pubblica Amministrazione.
Per completezza, la riforma del sistema giudiziario dovrà assicurare il c.d “giusto processo” garantendo la reale attuazione, finalmente, del precetto costituzionale che attribuisce al cittadino il diritto di essere giudicato da un giudice “terzo ed imparziale”. Tale diritto, potrà essere riconosciuto solamente attraverso la separazione delle carriere dei giudici e dei pubblici ministeri. Il “comparto giustizia” necessita urgentemente importanti riforme. Basti pensare che, ad oggi, sono quasi 9.000.000 i procedimenti pendenti davanti ai tribunali del nostro Paese, 5.425.000 civili e 3.262.000 penali. In media, sono necessari quasi tre anni per ottenere una sentenza di primo grado, mentre, sempre in media, ogni giorno 7 processi su 10 vengono rinviati. I giudici impiegano una media di 5 anni per stabilire l’innocenza o la colpevolezza di un indagato/imputato e a causa di questi ritardi, molto spesso dei criminali riacquistano la libertà.
L’attuale ordinamento della giustizia italiana, di fatto, è fonte di gravi ingiustizie, pertanto è necessaria una riforma radicale del sistema giudiziario non ulteriormente rinviabile. Dal dopo guerra ad oggi, si calcolca che in Italia ci siano nel complesso 4.000.000 di perseguitati dalla “mala giustizia”, ritenuti successivamente innocenti. Il sistema giudiziario è responsabile della spesa di circa 40.000.000 l’anno per i risarcimenti ai malcapitati.
8. Riforma del Sistema Sanitario Nazionale. L’attuale sistema sanitario, a causa di gravi inefficienze gestionali dovute ad ingerenze di natura politica, non riesce a garantire cure immediate e tempestive. E’ necessario sollecitare la nascita di un dibattito sull’efficienza del comparto sanitario nazionale eliminando, contestualmente, qualsiasi ingerenza politica nelle nomine inerenti il comparto sanità. Le nomine nella sanità pubblica, sono stabilite infatti, dall’ente Regione attraverso i partiti che scelgono i direttori generali delle ASL, compresi i direttori amministrativi e sanitari, compiendo una vera e propria “lottizzazione” politica. Tale sistema deve essere modificato assicurando il criterio meritocratico. Le nostre strutture sanitarie sono in parte assegnate ad alcune persone per nomina politica e non per competenza e professionalità, determinando la fuga nei paesi esteri di buona parte dei nostri migliori medici, tristemente conosciuta come la “fuga dei cervelli”. Il pronto soccorso nelle grandi città, è al collasso. Per una visita si possono attendere anche dieci ore, tanto da poter essere ridefiniti “ritardato soccorso”.
9. Riforma della legge elettorale. L’attuale sistema elettorale, non garantisce la piena realizzazione dei due principi fondanti della democrazia: la rappresentatività e la meritocrazia. Per eliminare le distorsioni del sistema attuale, è necessaria la reintroduzione del sistema proporzionale, con preferenza esplicita sul candidato, l’eliminazione delle liste bloccate e dei collegi elettorali e l’abbattimento dello sbarramento attuale dal 4 % al 2 %, per favorire la rappresentatività delle minoranze. Semplificazione del sistema elettivo, attualmente troppo diversificato ed articolato, fonte di confusione e incomprensibilità, nonché ulteriore causa di astensionismo e brogli elettorali. La prima causa di incertezza e di “assenza” di chiarezza e democraticità si genera, infatti, in cabina elettorale ove, il cittadino elettore, deve confrontarsi con modalità complesse e diversificate per eleggere i candidati.
10. Riforma fiscale. L’obiettivo è volto alla semplificazione e alla realizzazione dell’equa partecipazione all’imposizione tributaria, ridistribuendo la ricchezza nazionale. L’attuale sistema fiscale ha sostanzialmente fallito. Basti considerare che 10.000.000 (dieci milioni) di italiani non versano alcuna ritenuta IRPEF, semplicemente dichiarando redditi più bassi della soglia minima prevista per tale contribuzione, usufruendo delle detrazioni previste dalla legge stessa. Si aggiungono inoltre 31.000.000 (trentuno milioni), il 74% del totale, che versano un’imposta media netta di soli € 4.701, mentre, solo l’1% della popolazione complessiva, dichiara redditi superiori ai €100.000. Nel nostro Paese, ad oggi, si stimano 38 miliardi di euro di evasione fiscale. L’attuale sistema di imposizione tributaria che colpisce direttamente il reddito delle persone fisiche (imposte dirette), è palesemente fallito. Occorre, quindi, una riforma sostanziale che tenga conto del principio di semplificazione e di equa distribuzione della ricchezza.
11. Tutela incondizionata dell’infanzia, nucleo fondamentale del futuro tessuto sociale che deve godere di difesa universale, illimitata ed esclusiva, beneficiare di appropriata educazione ed istruzione pubblica, con pari opportunità. Applicazione del disegno di legge contenente disposizioni in materia di soppressione del tribunale dei minori, e delegificazione dei compiti attribuiti ai servizi sociali comunali.
12. Tutela dei diritti degli italiani detenuti all’estero. Attualmente, sono circa 2.905 gli italiani detenuti nelle carceri estere. Secondo una rilevazione statistica e una constatazione storica, molti di questi hanno scontato delle pene detentive per essere solo successivamente riconosciuti innocenti. La limitatezza dei poteri di intervento riconosciuti alle ambasciate ha molto spesso condotto ad un sostanziale “abbandono” del malcapitato, fagocitato dalle maglie della giustizia di un Paese straniero. Occorre, quindi, prevedere delle specifiche figure di collegamento, competenti nella legislazione dei Paesi coinvolti e in grado di tutelare e garantire il rispetto dei diritti dei nostri connazionali all’estero.
13. Tutela ambientale. La vita dell’uomo è possibile attraverso un programma di salvaguardia ambientale rigoroso. Attualmente gli agenti inquinanti di ogni genere (elettromagnetico, atmosferico, radioattivo etc.), hanno superato i limiti e le soglie di tollerabilità in numerose città. A tutto ciò devono aggiungersi le azioni criminose perpetrate dalle ecomafie che devono essere adeguatamente contrastate. Si devono tutelare e bonificare le nostre acque ricorrendo alle tecniche dell’ingegneria navale italiana per rilanciare efficacemente il comparto turistico.
Gli argomenti appena descritti sinteticamente sono solo alcuni degli obiettivi che il Movimento si prefigge, gli stessi costituiscono traguardi fondamentali e indispensabili per compiere la rivoluzione democratica e liberale auspicata.
Un ruolo fondamentale sarà poi svolto dall’istituzione di un Comitato Scientifico composto da esperti che, partendo da questi spunti, sarà in grado di elaborare specifici disegni di riforma, da sottoporre agli organismi competenti.
Per i garantisti/riformisti il cammino è equiparato a quello di una missione social-rivoluzionaria, attraverso la divulgazione delle parole giustizia e libertà, principi antesignani e precursori di un nuovo MESSIANESIMO.
Ricorrendo ad interventi diretti e partecipati della base sociale, il Movimento, riveste proprietà e carattere pacifico spinto dalla mobilitazione popolare contro il sistema politico-sociale attuale palesemente degenerato.
“Se voi non vi curate di entrare nelle file dei cortigiani siete automaticamente in quelle dei nemici e vi si annienta.” - Voltaire
“Non aspiro ad un’introduzione a corte non ho timore di sfidare il sistema, temo invece la mia coscienza che tace” - Pier Paolo Zaccai
“Se non hai il coraggio di correre dei rischi per i tuoi ideali o non vali niente tu o non valgono niente i tuoi ideali”- Ezra Pound

Rivoluzione Riformista Garantista
Con il termine Rivoluzione s'intende, storicamente, il mutamento rapido e violento di un precedente assetto politico e il sorgere di un nuovo modello di Stato. Nel periodo illuminista razionalista, si faceva riferimento ad idee ed aspettative di trasformazione sociale che avrebbero portato l'uomo ad uscire dal proprio stato di “minorità”, attraverso la valorizzazione dell’individuo.
Dopo la Rivoluzione francese, il termine “rivoluzione” assume nel vocabolario politico-democratico una valenza positiva, apparendo come momento necessario ed ineliminabile per lo sviluppo delle istituzioni politiche e il progresso dell’umanità.
Per il Movimento, lungi dal pensare a forme violente di azione, la Rivoluzione va intesa come un nuovo Risorgimento, che mira alla rinascita culturale, politica e al riscatto di un popolo offeso e annichilito dalla crisi delle ideologie.
Il termine “rivoluzione” investe l’ambito CIVICO, CULTURALE, IDEOLOGICO, SOCIALE, POLITICO ed ECONOMICO.
La prima rivoluzione avviene all’interno del Movimento, il quale intende svilupparsi sul territorio nazionale partendo dalla base sociale, che aderisce e partecipa alle attività dello stesso, favorita dal principio delle pari opportunità. In altri termini, nella gerarchia interna non si distribuiscono incarichi dall’alto, determinati dalle scelte di un’oligarchia, ma si conquistano incarichi e ruoli sulla base dell’impegno personale, delle singole capacità e competenze e della valutazione obiettiva dei risultati raggiunti, nel pieno rispetto del principio meritocratico. Tale metodo, costituisce l’opposto di quanto applicato nell’attuale partitocrazia, che ha dimostrato il suo pieno fallimento, poiché si è avvalsa unicamente di forme di nepotismo, soffocando ed emarginando le capacità e le risorse dell’individuo.
“Chi semina virtù, fama ricoglie” - Leonardo da Vinci
“Fatta l'Italia bisogna fare gli italiani” - Massimo D'Azeglio

Conclusioni
L’attuale decadimento e la degenerazione della politica, hanno prodotto un grande bisogno di rinnovamento al fine di integrare la società all’interno in un nuovo modello di Stato per formare una nuova nazione post-moderna. L’essenza stessa della “Nazione” deve compenetrarsi con il significato profondo del termine società mediante il concetto sviluppato dal sociologo funzionalista Emile Durkheim (1858-1917), secondo il quale la società non è una semplice somma di individui; al contrario, il sistema, formato dall’associazione degli individui stessi, rappresenta una realtà specifica dotata di caratteri propri, tanto da costituire un’entità diversa con specifiche peculiarità. Indubbiamente nulla di collettivo può prodursi se non sono date le coscienze individuali, ma questa necessaria condizione, non è da sola sufficiente. Occorre anche che queste coscienze siano associate e combinate in modo da interagire tra loro attraverso l’introduzione di regole giuridiche. Da questa combinazione di coscienze risulta un tessuto sociale capace di confrontarsi con senso civico e costruttivo. Aggregandosi, penetrandosi, fondendosi, gli individui danno vita ad un nuovo organismo sociale integrato e capace di interagire, che costituisce un’individualità psichica di nuovo genere. La centralità spetta agli individui in quanto componenti della società-organismo, che supera e trascende la loro semplice somma. L’individuo può conoscere e modificare la società, influenzandola attraverso le proprie azioni e i propri pensieri.
L’azione “educativa” del Movimento parte dall’idea di emancipare l’uomo attraverso una trasformazione sociale, ideologica e culturale che coinvolga le masse senza compromessi. Il processo riformatore deve indurre alla nascita spontanea di una coscienza collettiva, stimolata dalla rivalsa di tutte quelle vittime quotidiane di ingiustizie sociali perpetrate da “ORGANISMI” strutturati, consolidati, che si crogiolano nel loro potere, raccolti nella difesa settaria di una casta.
L’assetto attuale formalmente si poggia su un sistema di garanzie contenute nella Costituzione, la legge fondamentale del nostro Stato entrata in vigore il 1° gennaio 1949. Una “rivoluzione” del sistema non può prescindere da una contestuale, parziale revisione della Costituzione stessa, al fine di renderla il cardine della vera giustizia sociale, in senso pienamente concreto. Tale passaggio obbligatorio deve contenere proposte per riforme strutturali, che conducono ad una società più equilibrata, abbattendo i privilegi di appartenenza ancora presenti nel nostro Paese e che favoriscono forme di discriminazione sociale.
Per ciò che attiene la tutela della sfera privata dell’individuo, si abbraccia il pensiero di John Stuart Mill, economista filosofo e politico inglese, secondo il quale l’individuo è libero di raggiungere la propria felicità come meglio crede e nessuno può costringerlo a fare qualcosa con la motivazione che quella cosa sia meglio per lui, ma potrà al massimo consigliarlo. Solo qualora si cagionino danni ad altri è possibile “interferire” sulla sua libertà di azione, poiché “l'umanità è giustificata ad agire nei confronti del singolo allo scopo di proteggersi”. Secondo tale logica, quindi, lo Stato è giustificato ad indirizzare la vita degli individui solo quando il comportamento di uno di essi danneggia gli altri.
Il ruolo educativo è rivolto alla consapevolizzazione di ciascun cittadino dei propri diritti e doveri e si associa al fine di mutuo soccorso che il Movimento persegue tra i suoi aderenti e simpatizzanti.
Per superare una tendenza oramai consolidata della politica nazionale e locale ed eliminare i fenomeni di degenerazione e clientelarismo, quali “tangentopoli”, “sprecopoli”, “affittopoli”, occorrono delle riforme solide e intransigenti a sostegno del concetto di rispetto della cosa pubblica, che non può essere trattata o utilizzata alla stregua di un bene privato.
La valorizzazione del bene pubblico e la sua tutela implicitamente ha in sé i principi di tutela della collettività e dell’interesse comune. A voler fare solo un esempio, l’annoso fenomeno di “affittopoli” cesserebbe attraverso una ricognizione del patrimonio pubblico, la sua conseguente informatizzazione e l’aggiornamento catastale con conseguente adeguamento dei canoni locativi. In tal modo, infatti, il patrimonio sfitto o mal utilizzato, potrà essere reimpiegato con criteri economici più congrui, perseguendo il principio di efficacia ed efficienza. Inoltre, la classe politica che “utilizza” beni pubblici, dovrà corrispondere un canone locativo congruo, tenendo sempre presente che già lo Stato gli riconosce laute retribuzioni per il ruolo ricoperto.
Gli immobili sfitti potrebbero essere dati in gestione ad Associazioni o Enti che si siano distinti grazie ad iniziative di carattere sociale e/o mutualistico, affinché possano utilizzarli per scopi solidaristici. Solo a Roma, il patrimonio pubblico sfitto potrebbe porre rimedio alla costante esigenza abitativa.
Per proseguire negli esempi, si potrebbe limitare il dilagare del fenomeno di “parentopoli” dando finalmente attuazione piena al principio meritocratico. L’ “indicazione” di una specifica persona può considerarsi accettabile, esclusivamente se la stessa possiede i requisiti oggettivi e soggettivi che la rendano idonea a ricoprire un determinato ruolo. Questo valore morale ha radici lontane: il Corano, ad esempio, insegna che un uomo di governo non assegna un ufficio ad un uomo non qualificato per quel compito, poiché una simile azione costituirebbe un peccato contro Dio e contro lo Stato. Purtroppo, nella morale comune della società italiana, il senso di dovere verso la collettività, ha scarso valore e riconoscimento. In altre parole, tra gli italiani si è diffusa sempre più una percezione distorta del senso dello Stato, affievolendo e deteriorando in modo sensibile il sentimento di appartenenza alla cosa pubblica. Ciò conduce ad orientare i pensieri e le azioni esclusivamente verso interessi di natura personale a scapito della tutela e della salvaguardia del bene comune.
Le conquiste sociali, storicamente, sono state ottenute mediante la lotta di classe e l’impegno civico, basti pensare che nel 1870 solo il 2% della popolazione aveva diritto al voto, nel 1882 si passa al 12%, nel 1912 la popolazione maschile conquista il suffragio universale, le donne sono state private del diritto al voto fino al 1946, vero momento di suffragio universale. La comunità nazionale deve impegnarsi per le vere conquiste sociali del ventunesimo secolo, consistenti nella reale affermazione di una democrazia palesemente incompiuta, nell’affermazione delle libertà e per la redistribuzione della ricchezza controllata dalle caste e dall’oligarchia del capitalismo internazionale, che ha depauperato progressivamente la collettività.
Se decidi di aderire stai scegliendo la rivoluzione civica, sociale, culturale, ideologica. Politica ed economica.
“Audaces fortuna iuvat” (La fortuna aiuta gli audaci) - Virgilio
“Vivere sconfitti e privi di gloria è come morire ogni giorno”- Napoleone Buonaparte
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PROPROSTA ABOLIZIONE TRIBUNALE DEI MINORI: UNA VECCHIA E OTTIMA PROPOSTA LASCIATA NEL DIMENTICATOIO
RIPARTIRE DALLA LEGGE DEGLI AFFETTI
La discussione che si è aperta a partire dalle riflessioni della filosofa Luisa Muraro sul rapporto tra umanità e legge a favore dell'abolizione del Tribunale dei Minori proposta dal Ministro Castelli, vede in primo piano due autorevoli interlocutrici. Incondizionatamente d'accordo con la filosofa è Aurora Lusardi, avvocata esperta in diritto di famiglia, che insieme alla collega Sonia Viale entrambe sono consulenti del Governo ha materialmente steso il disegno di legge che riforma la giustizia minorile.
Decisamente contro, invece, Livia Turco, ex Ministro degli Affari Sociali (.....).
" Tutta la materia legislativa sulla famiglia va risistemata" esordisce Lusardi. " L'ultima riforma del diritto di famiglia risale al 1975, con successive stratificazioni. Il governo ha deciso di cominciare da quella che da anni i giuristi segnalano come un'emergenza. Nelle norme e nelle procedure a tutela dei minori c'è qualcosa che non va. E l'esperienza lo conferma."
Quando e perché fu istituito il Tribunale dei Minori ?
" Nel 1934, per dare protezione agli orfani di guerra. E' un tribunale speciale, composto da due giudici togati e due giudici onorari, esperti di varie discipline. Un'idea innovativa, a suo tempo. Ma la società è molto cambiata. Orfani di guerra non ce ne sono più, ci sono invece molti figli di separati o bambini nati fuori dal matrimonio. Inoltre, nel settore della famiglia non opera solo il tribunale dei minori. A quello ordinario competono separazioni e divorzi. A quello dei minori, i bambini nati fuori dal matrimonio: c'è una diversa procedura per coppie sposate e coppie di fatto. Il tribunale dei minori si occupa anche di adozioni e di violazioni delle potestà genitoriali. Poi ci sono il giudice tutelare e il pubblico ministero."
Il tribunale dei minori non applica le regole del " giusto processo"?
" Mentre per il tribunale ordinario tutte le parti possono esprimersi e proporre perizie, nel caso del tribunale dei minori il contraddittorio spesso non esiste. Avendo i due esperti al suo interno, spesso non si fanno perizie. Così ci si limita ad acquisire i rapporti dei servizi sociali."
Quindi i genitori non possono dire la loro.
" Capita che alla prima udienza le parti non abbiano nemmeno visto i rapporti dei servizi sociali e il giudice prende le sue decisioni provvisorie senza che le parti possano opporsi. Decisione provvisoria che non e' impugnabile e dura nel tempo: mesi o anche anni. Penso al caso di due bambini maltrattati dalla madre. Il padre si rivolge al Tribunale dei Minori, che sottrae i bambini alla famiglia. Provvedimento "provvisorio" in corso da un anno. Ma quant'è un anno nella vita di un bambino?"
I figli di coppie di fatto finiscono più spesso in istituto?
" Il tribunale ordinario ricorre all'istituto solo in caso di provate e gravi violazioni. Per il tribunale dei minori, invece, che presume di rappresentare il bene del minore, questo esito e' molto più frequente. Esempio: coppia di fatto separata. La madre impedisce al padre di vedere il figlio, esibisce una vecchia contravvenzione al padre per guida in stato di ebbrezza. Su questa base il tribunale decide che il padre possa avere solo rapporti "protetti" con il bambino, cioè in presenza di un operatore sociale. Poi viene fuori che quella multa era un fatto occasionale e il tribunale toglie la protezione. Ma la madre continua ad opporsi alle visite paterne. I giudici decidono che entrambi i genitori non sono idonei e manda il bambino in un istituto."
Quando si dice "istituto", che cosa si intende?
"Dipende: il tribunale dei minori spesso affida il minore "al Comune di...". Possono essere abitazioni in cui i bambini vivono con gli operatori sociali. Oppure si può ricorrere all' affido in famiglie".
Bambini sottratti perché la casa e' inadeguata, il reddito familiare insufficiente, l'alimentazione scorretta : verità o esagerazioni giornalistiche?
Verità, purtroppo. A Milano una bambina dislessica e' stata tolta ai genitori perché giudicati incapaci di aiutarla: non si sarebbe potuto offrire loro un supporto? Davvero la bambina può stare meglio in istituto? Un bambino e' stato tolto alla madre abbandonata dal suo compagno e depressa. Ho letto e riletto il rapporto degli assistenti sociali: c'era scritto che la casa era in disordine, nient'altro. Ho letto rapporti su case "troppo piccole", su madri ritenute inidonee per depressione post partum: una donna sola che chiede aiuto ai servizi sociali corre dei rischi gravissimi".
Tutta colpa dei servizi sociali?
" I servizi sociali sono utilissimi, ma il loro compito va definito. Devono monitorare le situazioni, non esprimere giudizi. Sui loro rapporti non dovrebbe essere scritto :"la casa e' inadeguata" o "la madre è inidonea". Si limitino a riferire, il compito del giudizio non spetta a loro. C'è gente che vive nel terrore di questi giudizi, come quel padre che, qualche settimana fa a Roma, ha ucciso la moglie e i due figli disabili per timore dell'assistente sociale. A Parma una coppia si e' vista sottrarre due figli e l'assistente sociale ha detto loro: pensateci bene a farne un terzo, perché vi togliamo anche quello".
(..........) Ma i giudici non hanno tempo di verificarli, questi rapporti?
"Dovendo emettere subito un provvedimento provvisorio, spesso decidono prima di aver sentito i genitori. Ormai e' la norma. Anche perché i casi da esaminare sono moltissimi. L'altro giorno un giudice minorile mi ha detto che non nominava un perito per far prima e per non far spendere soldi alle parti".
Che cosa dice al riguardo la nuova legge?
"Spiega anzitutto chi sono questi assistenti sociali: ausiliari del giudice, quindi dovranno rispondere direttamente a lui. E si ridurrà la loro autonomia di decisione per le questioni quotidiane. Il pubblico ministero dovrà garantire il rispetto del contraddittorio e delle regole processuali. Ma la cosa importante è che al tribunale dei minori non competeranno più le questioni civili".
Sarà abolito?
"Restera' per i procedimenti penali a carico dei minori".
Il disegno di legge prevede anche un inasprimento delle pene a carico dei minori, un severo giro di vite nei confronti dei giovani che commettono reati.
"Si tratta di un altro disegno di legge, non e' quello di cui stiamo parlando. Sono sganciati e seguiranno iter diversi".
E per la materia civile?
"Passera' a sezioni specializzate istituite in ogni tribunale. Quattro o cinque giudici per ogni sede. Il collegio giudicante sarà composto di tre giudici togati".
Quindi spariranno i giudici onorari: psicologi, psichiatri...
"I giudici potranno avvalersi di consulenti esterni. Ma il compito del giudizio spetterà a loro. Dovranno avere una competenza specifica, almeno due anni di esperienza sul campo".
Nel testo si legge che a questi "magistrati può essere devoluta anche altra attività giudiziaria". Quindi non si occuperanno solo di minori. Non c'è il rischio che i processi rallentino?
"Tutto ciò è previsto affinché la riforma sia subito operativa. Non in tutti i tribunali possono destinare in esclusiva quattro o cinque giudici a queste sezioni specializzate, ne è possibile procedere immediatamente a nuove assunzioni. Intanto partiamo, col tempo ci si attrezzerà. Comunque è anche prevista un'accelerazione delle procedure: in caso di separazione, per esempio, non si attenderanno più sette, otto anni per l'affidamento dei figli. La causa si dovrà svolgere in quattro o cinque udienze. E fin dalla prima, tassativamente, le parti dovranno mettere il giudice in condizione di decidere per quel che riguarda i figli, presentandosi con un' ipotesi di "armistizio" e con un preciso progetto educativo per i loro figli".
E le adozioni?
"Passano anch'esse alle sezioni specializzate".
Quando potrebbe entrare in vigore la nuova legge?
"Fra poco comincerà la discussione alla Camera. Speriamo sia approvata entro fine anno".
Opposizione permettendo.
"Credo che questi temi non abbiano colore politico. Il sistema non ha funzionato e va cambiato. Chiarendosi innanzitutto sull'idea del bene del minore. L'articolo 1 della legge sull'adozione dice che il bambino ha diritto di crescere nella sua famiglia. Bisognerebbe fare il possibile, offrire tutti i sostegni perché ciò si realizzi. E invece il bambino viene allontanato dai genitori e spesso anche dagli altri familiari. Penso al caso di tre bambini, figli di una coppia non sposata. Il padre se ne va. Però c'è una nonna ancora giovane e giudicata validissima, disponibile ad aiutare la madre. Invece i bambini vengono mandati in tre istituti diversi. Come se lo Stato volesse disgregare i nuclei familiari".
Perché avrebbe tale interesse?
"Alcuni organi di stampa hanno azzardato l'ipotesi di un business degli istituti. Non ho elementi per sostenere accuse precise. Posso solo dire che gli istituti costano più di un sostegno diretto alla famiglia. E i casi in cui i bambini stanno meglio lì che a casa sono pochi. Il vero problema è ritenere lo Stato il miglior genitore possibile. Cultura espressa perfino nel rapporto tra insegnanti e famiglie: come se i genitori fossero in partenza incapaci e bisognosi di guida. Ma perché ? Un padre, una madre devono poter crescere i figli come vogliono! Anche nel disordine e nella stramberia, perché no? I rapporti affettivi, Luisa Muraro ha del tutto ragione, più di tanto non sono normabili".

Grande adesione alla manifestazione per la bi-genitorialità. pubblicata da Domenico Marigliano il giorno venerdì 7 ottobre 2011 alle ore 0.09 .
Diritto e Minori Per il diritto dei bambini alla bigenitorialità Grande adesione alla manifestazione per la bi-genitorialità Il 5 ottobre 2011 si è tenuta a piazza Montecitorio la prima manifestazione per il diritto dei bambini ai loro genitori. La manifestazione, promossa dal Movimento Femminile per la Parità Genitoriale, ha unito la protesta dei padri separati, vittime dirette insieme ai loro figli dell’attuale sistema, con quella delle nonne, dei nonni, delle mamme alle quali sono state sottratte i figli (con motivazioni futili), delle nuove compagne dei genitori separati e dei loro figli oggi adulti. In virtù di tale impostazione, riassunta dallo slogan lo slogan “no al femminismo, no al maschilismo, sì al figlismo”, la manifestazione ha per la prima volta riscosso una grande adesione: centinaia di persone, i senatori Cardiello, Casellati e Gallone ed il vice-presidente della Camera, Rocco Buttiglione, che si è intrattenuto a dialogare con i partecipanti. Numerosi partecipanti hanno pubblicamente denunciato, con toni anche accesi, l’incredibile sostanziale disapplicazione della legge 54 del 2006 sull’affido condiviso (ridotto ad essere una etichetta che nasconde il vecchio affido esclusivo) da parte di alcuni giudici che dovrebbero far rispettare le leggi, e le conseguenze devastanti che tale situazione di illegalità ha oggi per centinaia di migliaia di bambini. I politici hanno espresso il loro impegno a favore della riforma dell’affido condiviso, ricordando che la legge del 2006 venne democraticamente approvata a grande maggioranza e che la responsabilità civile dei magistrati sarebbe già stata sancita da un referendum approvato nel 1987 dall’80% dei votanti, ma rimasto disatteso. Vari partecipanti hanno denunciato il sistema delle false accuse (stimate ad essere oramai l’80% del totale delle denunce presentate nel contesto di separazioni), ovvero la tecnica di sottrarre i figli garantendosi l’impunità inventando calunnie il più possibile enormi contro l’altro genitore nella speranza che un po’di fango si attacchi, ed approfittando del tempo guadagnato per alienare i figli confidando che giudici disattenti non avranno il coraggio di tutelarli. Esistono casi incredibili di bambini abbandonati presso genitori che li ha coinvolti in false accuse di pedofilia. Il Maresciallo Fabrizio Adornato ha invitato ad avere il coraggio di denunciare anche gli abusi compiuti da parte di alcuni Giudici, nella speranza che numerose denunce vengano finalmente ascoltate. L’onorevole Rocco Buttiglione ha promesso di attivarsi per chiedere una commissione parlamentare di inchiesta, e suggerito come soluzione più efficace nell’immediato di interessare gli organi di auto-controllo della magistratura. con l'onorevole Pier Paolo Zaccai presidente del movimento nazionale italia garantista per i diritti umani.
LA MALAGIUSTIZIA MINORILE SOVVRAPOSTA ALLA MALAGIUSTIZIA PENALE
Riduzione in suicidio da parte dei servizi sociali sul posto di fornire
l'assistenza prevista dalla legge
Responsabilità congiunta della
Procura ordinaria, del tribunale dei minori, dei servizi sociali e dei gestori
degli istituti "centro L'Aurora" di Lecce e "centro Il Sipario" di Gravina di
Puglia nella morte della bambina
Nel mese aprile 2007 la bambina Carmela di 13 anni era scomparsa da casa,
dopo pochi giorni è stata trovata dal padre nello stato di intossicazione dalle
sostanze stupefacenti, somministratole forzatamente da una banda dei criminali,
tra cui sia magiorenni sia minorenni, con lo scopo di violenza carnale. Genitori
hanno regolarmente querelato il fatto, però le attività giudiziarie hanno omesso
di attivarsi con le indagini e di punire criminali in fraglanza di reato. La
bambina non ha avuto alcun tipo di sostegno dai servizi sociali, anzi, ha
ricevuto continui umiliazioni e maltrattamenti psicologici. In più, assistenti
sociali hanno deciso di allontanare la bambina dai genitori con lo scopo di
imbottirla dei psicofarmaci di nascosto dai genitori. Nessuno sa quali
trattamenti ha ricevuto la bambina nella struttura dove è stata rinchiusa dietro
alle porte chiuse (le tracce degli psicofarmaci sono stati trovati nel sangue il
che attesta la loro somministrazione illegale e abusiva, si chiede: con quale
scopo la bambina veniva stordita con gli psicofarmaci - con lo scopo di
ulteriori violenze carnali???), visto anche che ha tentato di fuggire ben due
volte, comunque, un giorno, nello stato di desperazione profonda, imbottita di
psicofarmaci, la bambina si è buttata gù dalla finestra del settimo piano.
Istituti di detenzione della bambina sono stati: Centro “L’Aurora” di Lecce e
il centro “Il Sipario” di Gravina di Puglia.
I genitori della bambina hanno creato l'associazione "Io sò Carmela" e hanno
seguenti siti:
http://blog.libero.it/iosocarmela
http://www.iosocarmela.org/
http://www.iosocarmela.net/
La pagina creata su Facebook, che conta più
di 5000 membri: http://apps.facebook.com/causes/340660/51843734?m=e5767d02 -
GIUSTIZIA PER CARMELA 13 ANNI VIOLENTATA DAGLI "UOMINI" ... UCCISA DALLO "STATO"
Contatto coi genitori: 393471701292 (sig. Alfonso Frassinati, padre),
info@iosocarmela.net
Articolo "Carmela, 13 anni, suicida dopo la violenza -
I genitori:
noi, in cerca di giustizia ma abbandonati"di Vincenza de Iudicibus
(pubblicato sui siti dei genitori)
ROMA (13 agosto) - Sono passati sedici mesi da quando Carmela volò dal
settimo piano di un palazzo nel popoloso quartiere Paolo VI di Taranto. Subito
si parlò di suicidio. Ma il gesto della ragazzina, 13 anni appena, fu il tragico
epilogo di un periodo di grande sofferenza cominciato alcuni mesi prima.
Allontanatasi da casa a novembre del 2006, Carmela era stata trovata dopo
quattro giorni dal padre, Alfonso Frassanito. Le visite in ospedale rivelarono
che la bambina era stata drogata con anfetamine e violentata. Un punto di non
ritorno per Carmela la cui vita, come dice Frassanito, «è stata breve e
sfortunata».
Carmela. Aveva perso il papà quando aveva appena un anno, poi la mamma Luisa
Maiello si era sposata con Alfonso, venditore al mercato, che a Carmelina aveva
voluto sempre bene come fosse figlia sua. Luisa e Alfonso le avevano regalato
anche due fratellini. E’ lui a ripercorrere gli ultimi mesi di vita di “sua
figlia”. Dall’allontanamento da casa al volo dal settimo piano in cui lei se ne
andò per sempre.
«Carmela aveva denunciato i suoi
aggressori, alcuni minorenni e un maggiorenne – dice – Contro la volontà mia e
di sua madre, era subito partita la procedura per affidarla al centro “L’Aurora”
di Lecce. Ci dissero di fidarci, che la bambina sarebbe stata in buone mani.
Notammo dopo un po' di tempo che qualcosa non andava. Carmela in quel posto non
ci voleva stare, avrebbe preferito stare a casa con noi, ma non era solo questo.
I medici ci assicuravano che tutto era sotto controllo. Solo dopo avremmo
scoperto che in realtà la bambina era stata sottoposta a una cura di
psicofarmaci. Che da quel posto era scappata due volte». Dopo
circa tre mesi Carmela viene trasferita al centro “Il Sipario” di Gravina di
Puglia:
«Qui sembrava che le cose andassero
meglio. I medici ci avevano però confermato, dopo l’arrivo delle cartelle di
Carmela da Lecce, che la bambina era stata sottoposta a una cura di psicofarmaci
e che non si poteva smettere d’un colpo. Che avrebbero dovuto diminuire le dosi
poco a poco. Nel fine settimana andavamo a prenderla e la portavamo a casa. Ero
io stesso a darle i farmaci: En e Haldol».
Poi, la domenica del 15 aprile 2007, Carmela disse che andava al bagno. E
invece volò dal settimo piano di casa sua: «Si è sempre detto che è stato un
suicidio – dice Frassanito – Il corpo in strada era lontano dal palazzo, il che
non sarebbe accaduto se si fosse trattato di una caduta. Ma noi non escludiamo
che possa anche essere cascata giù, era sempre così stordita dai farmaci che
prendeva. E poi una delle sue scarpe fu ritrovata al quarto piano del palazzo.
Il che fa pensare che il suo corpo possa aver urtato durante la caduta».
La mamma e il papà di Carmela non si rassegnano, vogliono che sia fatta
giustizia: «Ma le istituzioni ci hanno abbandonato», dicono. Prima dei quattro
giorni lontano da casa Carmela aveva raccontato ai genitori dell’interessamento
nei suoi confronti da parte di un giovane sottufficiale della Marina. Ma nei
suoi confronti la polizia non aveva trovato riscontri per avviare un
procedimento penale. «Lui aveva ammesso di aver incontrato la bambina diverse
volte – dice Frassanito – Salvo poi ritrattare in sede di interrogatorio. Lo
vedevamo davanti alla scuola media Frascolla, sempre accanto a ragazzini.
Continuava a passare sotto casa nostra, per noi era una provocazione. In città
era conosciuto come "il pedofilo di San Vito". Con lui sono arrivato più volte
anche allo scontro fisico. Diverse persone dissero di averlo visto varie volte
vicino a nostra figlia».
Saranno sottoposti a processo il prossimo 1 ottobre due dei minorenni
denunciati, le cui confessioni sono state però «camuffate come prestazioni
consenzienti. Molto probabilmente - dice il papà di Carmela - Si concluderà con
una condanna ridicola, facendo passare ancora una volta Carmela come quella che
“ci stava”, mentre era solo una bambina». In tutta questa dolorosa vicenda il
padre di Carmela dà la colpa alle istituzioni per la loro lentezza, e ai medici
di quell’istituto in cui Carmela era stata rinchiusa, che le avrebbero
somministrato pesanti dosi di psicofarmaci. «Strano è che l’autopsia non abbia
riscontrato l’uso di quei farmaci, la cui somministrazione a Carmela è
ampiamente dimostrata dalla presenza di documenti scritti», dice.
Per i genitori di Carmela la lotta continua. «Non potevamo restare a guardare
gli aggressori di nostra figlia che giravano liberamente. C’era poi chi aveva
accusato me di chissà quali azioni, non essendo io il padre naturale di
Carmela». Quindi la decisione di lasciare Taranto e trasferirsi a Napoli, città
in cui la mamma di Carmela era nata e dove con difficoltà assieme al marito e
alle due bimbe tenta di ricominciare. «Carmela non può essere dimenticata. E se
le istituzioni non daranno la risposta che ci si aspetta non abbimo intenzione
di arrenderci».
L’associazione “IoSòCarmela”. Il 15 aprile 2008, un anno dopo la tragedia,
Alfonso e Luisa decidono quindi di dare vita all’associazione “IoSòCarmela”,
come la frase che la ragazzina pronunciava quando voleva attirare l'attenzione.
L'associazione si occupa della tutela dei diritti umani e civili della famiglia
e dei minori: «Questa tragica esperienza ha fatto nascere in noi la voglia di
lottare ad ogni costo per ottenere giustizia e dare un senso alla morte di
nostra figlia Carmela, di mettere il nostro vissuto a disposizione delle
purtroppo tantissime altre Carmele e delle loro famiglie, affinché non accada
più quello che è successo a noi». In collaborazione con il comitato Giù le mani
dai bambini abbiamo aderito al progetto, “scuole protette”. A settembre
partiremo nel teritorio di Napoli per avviare dei sondaggi ed elaborare progetti
diversi secondo le esigenze dei vari istituti. L’11 ottobre a Napoli terremo
invece uno spettacolo presso il teatro Totò, in cui sarà rappresentata una
storia di abusi su minori della compagnia teatrale “La Fiumara” di Firenze. Sarà
un’occasione per farci conoscere, presentarci al pubblico. Sul sito internet
dell’associazione è stata poi avviata una petizione dal titolo “Controlliamo i
controllori”, che ha lo scopo di proporre una sorta di Osservatorio nazionale
che vigili e controlli i servizi sociali, affinché vengano garantiti con i fatti
tutti i diritti umani e civili che molto spesso vengono calpestati proprio da
coloro che sono preposti alla loro tutela. «La funzione principale di questo
Osservatorio - si legge - deve essere quella di vigilare e controllare la reale
professionalità degli addetti di questo servizio ed il regolare e doveroso
rispetto della giustizia e dei diritti umani e civili delle famiglie e dei
minori, e nei casi in cui venga riscontrato il contrario, denunciare subito
quanto riscontrato alle sedi preposte per prendere i provvedimenti del caso».










